Archivi del mese: aprile 2015

Prima del sole…senza il sole

Prima del sole… senza il sole

Abbronzatura

Gli autoabbronzanti di nuova formulazione consentono di conquistare una tintarella invidiabile senza danneggiare la pelle

 

Volete giocare d’anticipo sull’appuntamento spiaggia e sfoggiare un gradevole colorito anche in città? L’autoabbronzante è il prodotto che fa per voi.

  • VI CONSENTE INFATTI DI CONQUISTARE UNA TINTARELLA INVIDIABILE, RIMANENDO COMODAMENTE A CASA VOSTRA, CON EFFETTI IMMEDIATI E INTENSI E SENZA DANNI PER LA PELLE.

Puntando su questi vantaggi, le specialità autoabbronzanti, apripista della stagione estiva, si sono conquistate il favore dei consumatori, mentre esperti di tutto il mondo discutono sui rischi derivanti dalle esposizioni solari e sulla concreta possibilità di neutralizzarli.

  • MA IL SUCCESSO DELLA TINTARELLA COSMETICA E’ DOVUTO ANCHE ALL’ALTA SPECIALIZZAZIONE E AL PERFEZIONAMENTO DI FORMULE E TEXURE, RAGGUINTI DOPO ANNI DI RICERCA E DI STUDI.

Il loro compito, infatti non è più soltanto quello di fornire una “verniciatura” di facciata. I sel-tan dell’ultima generazione – non a caso in vetta alle classifiche di vendita Usa – sono infatti in grado di offrire un vero e proprio trattamento curativo alla pelle: idratano, levigano, elasticizzano e consentono persino di scegliere e nuance del rifiuto finale.

autoabbronzanti

Viso e corpo

  • Ulteriore caratteristica dei nuovi autoabbronzanti è la distinzione tra specialità corpo, E per le linee più complete e specializzate, un ulteriore suddivisione, all’interno della stessa categoria, tra differenti tipologie cutanee: pelli secche, grasse, miste, normali, sensibili.
  • Quelle riservate al corpo, pur essendo ricche e consistenti, rispondono a esigenze di praticità e di comfort: sono latti o fluidi da stendere su superfici piuttosto estese come gambe, busto, braccia. E per questo, non di rado, privilegiando formule spray e texture ad assorbimento rapido e anti-macchia. In più, la loro valenza emoliente- elasticizzante consente loro di sostituire egregiamente anche l’abituale dopobagno.
  • Per il viso, invece, prevalgono composizioni leggere e non untuose che colorano la pelle in trasparenza, senza appesantire i lineamenti. Ricchi di vita-mine principi umettanti e persino sostanze antirughe e antietà, questi sel-tan hanno indici protettivi e declinazioni differenti a seconda del tipo di pelle e dei suoi bisogni.

Come agiscono gli autoabbronzanti

La principale novità della tintarella cosmetica è data dalla combinazione tra due esigenze: il “colore” e il “trattamento” della pelle. Oltre a fornire quel tocco luminoso che rende più gradevole qualsiasi aspetto, gel, latte e creme si prendono anche cura della struttura cutanea.

Assolutamente privi di rischi e di effetti collaterali, i prodotti definiti impropriamente “autoabbronzanti” non abbronzano, ma scuriscono lo strato corneo con l’aiuto di speciali sostanze tra le quali la più usata è il didrossiacetone, ricavato dalla ossidazione della glicerina e del tutto innocuo.

  • Dalla sua interazione chimica con gli aminoacidi della cheratina, la proteina che compone le cellule cornee, deriva l’imbrunimento che assume in ogni individuo sfumature differenti a seconda della tonalità di base e della consistenza della carnagione. Poiché l’azione “scurente” del dha- che in alcuni brevetti esclusivi viene potenziata e uniformata dall’aggiunta di uno zucchero, l’eritrulosio,- è soltanto superficiale, la pelle resta morbida ed elastica.
  • In più, poiché manca l’effetto disseccante dei raggi infrarossi, tipico di una normale esposizione solare, la pelle abbronzata artificialmente conserva intatte le sue risorse idro-lipidiche e può fare a meno dell’azione restituiva di un comune doposole.
  • Nelle nuove linee, poi, sono scomparsi, grazie alle opportune correzioni di laboratorio, due inconvenienti provocati dal diidrossiacetore: la colorazione a chiazze o tendente al giallo, visibilmente artificiale, dovuta alla sua instabilità, e il cattivo odore conseguente alla sua alterazione.
  • Le ultime specialità “sans soleil” sono infatti “stabilizzate” cioè formulate appositamente per conservare intatta la loro efficacia e produrre diverse intensità di colore e altrettante nuance “a misura” di pelle; dal mielato con riflessi aurei all’ambrato tropicale.

Idratano

L’aggiunta di un mix di agenti idratanti- lenitivi- elasticizzati e di veri e propri complessi brevettati antietà fa di ogni autoabbronzante un vero e proprio trattamento di bellezza.

  • I nomi degli ingredienti e la loro combinazione variano a seconda della casa cosmetica produttrice e sono per lo più mutati dalle linee “ammiraglie” di ognuno di esse: giglio bianco, olio di noce di macadamia, pca o piroglutammato sodico, germe di grano, sorbitolo, sali minerali, idratanti e protettive, vitamine (A,C ed E) persino una piccola percentuale di acidi fruttati che leviga la grana cutanea e fornisce anche un’ottima base al make up.

Preparano al sole

Caratteristica di alcuni autoabbronzanti è quella di colorare in superficie la pelle, preparandola in profondità ad affrontare la vera esposizione al sole.

  • La tintarella naturale, infatti altro non è che una barriera che la cute stessa erge, scurendosi e ispessendosi, contro i raggi dannosi. In media, questa autopigmentazione, della melanogenesi, si compie nei 3-4 giorni successivi alla prima vera esposizione. Chi tenta di saltare le tappe per apparire subito nera rischia subito di… abbrustolirsi.
  • Per non presentarsi all’appuntamento spiaggia con un colorito latteo, si può optare dunque per un pre-sole, precursore – attivatore di melanina, che sollecitando i meccanismi cutanei a rispondere agli stimoli luminosi e quindi accelerando la comparsa dell’abbronzatura, garantisce effetti “colorati” anticipati sull’obbiettivo finale.

Foto-proteggono

Un altro rischio connesso alla tintarella cosmetica, e cioè quello di esporsi al sole senza alcuna protezione, ritenendosi già abbronzati è stato eliminato inglobando nelle formule anche filtri UVA e UVB, di indici diversi.

  • Oggi questi prodotti alla funzione decorativa aggiungono anche quella foto-protettiva, entrando a tutti gli effetti nella schiera dei solari che schermano la pelle dalle radiazioni dannose. Con ulteriore vantaggio di intensificare la prima coloritura naturale o di unificare e prolungare quella già acquisita.

Istruzioni per l’uso

Perfezionare le formule, moltiplicate le prestazioni, migliorati resa e risultati, restano comunque per lo più invariate precauzioni e modalità di applicazione degli autoabbronzanti. Una volta scelto quindi il prodotto più idoneo alle proprie esigenze – non usare mai quello avanzato dall’anno precedente! – ecco le regole per applicarlo al meglio.

Il pre-trattamento

Occorre pulire perfettamente la pelle. Sulle parti delicate, zita, collo decolletè, è consigliabile un gommage dolce, mentre su quelle più ruvide espesse come gomiti, ginocchia e talloni è conveniente insistere energicamente se si vuole evitare un effetto leopardato.

  • Nulla vieta di idratare e nutrire viso e corpo con gli abituali prodotti prima di passare all’autoabbronzante: meglio aspettare però almeno mezz’ora prima di passare alla sua stesura, per consentire il perfetto assorbimento delle creme ed evitare accumuli che falserebbero il risultato finale.

La stesura

L’autoabbronzante va spalmato in uno strato omogeneo e uniforme, evitando contorno occhi, labbra, sopracciglia, basette e attaccatura dei capelli. Subito dopo, bisogna lavarsi le mani con acqua e sapone neutro e ripulire con uno spazzolino il bordo delle unghie da eventuali tracce di crema. È consigliabile aspettare un quarto d’ora prima di rivestirsi o di truccarsi, a meno che non si sia scelto un prodotto ad assorbimento istantaneo.

  • Le formule auto-abbronzanti non interagiscono con la luce del giorno ma per ottimizzare i risultati è meglio usarle alla sera, prima di andare a dormire. Mai all’aperto o sotto il sole, perché il sudore può diluire il prodotto e vanificare la sua azione colorante.

Applicazioni successive

Per intensificare il risultato, l’applicazione va ripetuta a distanza di qualche ora, frapponendo tra le due stesure una doccia tiepida senza detergente.

  • In media, l’abbronzatura cosmetica dura tre quattro giorni e si affievolisce man mano che la pelle elimina, desquamandosi, le sue cellule morte, comprese quelle “tinte” dal Dha. Per mantenere il look vacanziero è sufficiente quindi un “richiamo” settimanale. Da evitare in questo periodo i detergenti schiumosi e troppo aggressivi, perchè hanno un effetto schiarente. È così pure profumi e deodoranti alcolici che possono invece provocare la comparsa di antiestetiche macchie. Se la schiaritura non è omogenea non bisogna aggiungere un nuovo strato di prodotto, ma fare un peeling e poi riapplicare l’autoabbronzante.

Posted by Martina

IN BICICLETTA VERSO L’ESTATE

In Bici verso l'estate

In bicicletta PER AMARE LA NATURA!

Un allenamento serio permette di ritrovare forma ed efficienza e di seguire così itinerari suggestivi.

Sono 12 milioni le biciclette che circolano in Italia. Come dire che circa un italiano su due possiede questo mezzo di trasporto, lo utilizza nel tempo libero per fare sport, ma magari anche per spostarsi in città, andare a fare la spesa recarsi a lavoro. Il dato è confortante, specie considerato che il nostro non è un paese a misura di ciclista.

·        Le potenzialità delle due ruote sono davvero tantissime e al primo posto vanno segnalati soprattutto i benefici che il loro uso porta alla salute e alla forma fisica. Il ciclismo permette infatti di potenziare cuore e polmoni, di dimagrire senza rischiare traumi, di rassodare tutti i muscoli, di combattere ritenzione idrica e gonfiori alle gambe. In più specie se si pedala in mezzo alla natura, ossigena a fondo l’organismo, permette di rilassarsi e di dimenticare stress e problemi quotidiani.

·        L’unica raccomandazione è quella di seguire un allenamento graduale e non buttarsi allo sbaraglio dopo mesi di inattività. Se si programmano bene le uscite, inserendo di volta in volta nuove difficoltà per potenziare l’impegno, sarà possibile riacquistare senza troppa fatica la forma fisica e affrontare così gite in campagna ma anche giri turistici più impegnativi.

A ognuno il suo ritmo

·        Il punto di forza della bicicletta è la versatilità. Si può pedalare a ritmi blandi o veloci, in pianura o in salita.

Giovani, anziani, cardiopatici, obesi, tutti possono trovare il ritmo giusto, tenendo presenti i propri limiti. Il metodo più empirico per capire se si sta esagerando è allenarsi assieme a un amico e scambiarsi ogni tanto qualche battuta. Finche si riesce a farlo agevolmente, senza sentirsi soffocare, il ritmo seguito è quello giusto.

·        Un altro metodo, più rigoroso, è il controllo della frequenza cardiaca, che deve mantenersi, sotto sforzo, tra il 60 e l’80 per cento di quella massima possibile. Per scoprire i propri limiti basta utilizzare un cardiofrequanzimetro.

Il tipo di impiego fisico

Pedalando, specie quando si cominciano ad affrontare le salite, si esercitano tutte le caratteristiche dell’impegno psico-fisico:

1.     Resistenza, indispensabile per eseguire nel tempo carichi di lavoro muscolare di bassa e media intensità;

2.     forza e potenza, necessaria a vincere, in breve, ostacoli e prove impegnative con lo sforzo fisico massimo;

3.     destrezza, utile per valutare con precisione le traiettorie più agevoli e convenienti.

Un check-up prima di montare in sella

Per una persona sana gli esami richiesti prima di salire in sella sono una visita generale, un elettrocardiogramma a riposo l’analisi delle urine e del sangue. In presenza di fattori di rischio obesità, fumo, ipertensione, età avanzata – si consiglia di aggiungere agli esami di ruotine anche un elettrocardiogramma sotto sforzo e un ecocardiogramma.

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I benefici

·        il ciclismo è un’attività di tipo aerobico che migliora innanzitutto l’efficienza del sistema cardiocircolatorio. Lo si nota facilmente dopo qualche settimana di allenamento, perché la frequenza cardiaca a riposo si abbassa. Mentre durante la pratica dell’attività fisica il cuore impiega più tempo a raggiungere la frequenza di guardia.

·        Pedalare consente di consumare zucchero e grassi e questo provoca l’abbassamento di glicemia, trigliceridi e colesterolo totale aumentando contemporaneamente il colesterolo Hdl, quello buono, che ha una funzione protettiva. Ne guadagnano vene e arterie, che così risultano più protette e anche la linea, alleggerita dai chili di troppo.

·        Stimolando il ritorno venoso degli arti inferiori il ciclismo combatte anche gonfiori, pesantezza e ristagno di liquidi. Mobilizza i cuscinetti adiposi e contrasta la cellulite.

·        In più, rappresenta una valvola di scarico per stress e tensioni.

·        Per essere davvero efficace, però, l’allenamento deve prevedere almeno 2 o 3 uscite di un ora alla settimana. Lavorare di meno, ma non consente di migliorare l’efficienza generale dell’organismo.

Attenzione alle cadute

·        Se si affrontano percorsi impegnativi senza l’adeguata preparazione o la giusta attrezzatura non si rischiano solo sbucciature alla ginocchia.

Secondo una ricerca degli ortopedici dell’Albert Einstein College of Medicine di New York, basata sulla propria casistica. Il 23 per cento di chi cade da una bicicletta da città rischia di fratturarsi la clavicola (un osso della spalla) mentre la quota sale al 54 per cento tra coloro che usano una montain bike.

·        La causa di questa elevata vulnerabilità delle parti alte del corpo dipende dalla modalità di caduta. Quando si viene sbalzati dal sellino mentre si viaggia a una certa velocità o sui terreni accidentati si viene lanciati oltre il manubrio. La reazione naturale è quella di tenere le mani avanti per prevenire i danni. L’impatto trasmette quindi al polso e alla spalla e, da lì, alla clavicola che offre scarsa resistenza. Anche i polsi sono a rischio in questi casi.

·        L’unica maniera per evitare le cadute è affrontare i diversi percorsi solo dopo essere allenati, seguire le regole previste su strada e fuoristrada indossare il casco regolarmente e utilizzare le giuste imbottiture, specie se si affrontano percorsi fuoristrada.

Le regole da rispettare.

In città

·        Per evitare cadute, attraversare i binari in diagonale.

·        Attenzione alle auto parcheggiate: per scansare possibili colpi di portiera tenere almeno un metro di margine.

·        Agli incroci trafficati è più prudente passare sulle strisce pedonali.

·        I cambi di direzione vanno segnalati con mano; il segno di arresto corrisponde al braccio alzato.

·        Fare segnalazioni giuste, non sbandare, non andare piano in mezzo alla strada.

·        Per essere visibili anche al buio sono necessari fanale e catarifrangenti sulle ruote.

Fuoristrada

·        Dare sempre la precedenza agli escursionisti a piedi e segnalare la propria presenza.

·        Seguire i segnali direzionali, non discendere mai per un sentiero previsto per la sola salita o viceversa.

·        Non spingersi mai in aree chiuse.

·        Non affrontare curve cieche a velocità elevata. Dare sempre per scontato che qualcuno possa arrivare dalla direzione opposta.

·        Non scendere a zig zag per un bosco ripido.

·        Rispettare la natura.

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La scelta del modello

Da passeggio

Caratteristiche: E’una bicicletta piuttosto pesante, senza cambio, non troppo versatile. Da donna o da uomo, ha le ruote grandi, con gomme di medio spessore e una sella abbastanza comoda. L’impugnatura del manubrio permette di mantenere il busto pedicolare al terreno.

Per quali percorsi: è adatta per muoversi in città o comunque su percorsi pianeggianti. Consumo energetico: permette di bruciare 300 calorie all’ora.

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Da corsa

Caratteristiche: ha una struttura ridotta all’essenziale, gomme sottili, sella molto affusolata, è leggerissima e dotata di cambio.

Per quali percorsi: perfetta su strada, specie se si ama la velocità, è sconsigliata per le passeggiate in città, per la posizione piegata in avanti del busto che rende la visibilità ridotta.

Consumo energetico: Si consumano circa 500 calorie l’ora.

Da turismo

Caratteristiche: meno leggera di una bici da corsa ma dotata di cambio si adatta bene anche a percorsi abbastanza lunghi. Il manubrio permette di mantenersi in posizione eretta e quindi di controllare agevolmente la strada.

Per quali percorsi: Consente di percorrere distanze abbastanza lunghe per poter godere di paesaggi  diversi e di affrontare anche piccoli sterrati.

Consumo energetico: Si bruciano circa 400 calorie l’ora

La city-bike

Caratteristiche: è una via di mezzo tra una bici da turismo e una mtb, con gomme scorrevoli, luci, catarifrangenti, campanello, portapacchi.

Per quali percorsi: Ideale in città.

Consumo energetico: Si consumano circa 500 calorie circa l’ora.

La mountain bike

Caratteristiche: Comoda, robusta, eppure leggerissima, è la bicicletta più versatile. Ha ruote piccole con gomme larghe e tassellate che si adattano a qualunque terreno, un cambio che utilizza fino a 24 rapporti per superare le salite più ripide. Esiste in versione rigida, front-suspend (con forcella ammortizzata) e full-suspended (biammortizzata, con sospensione sia davanti che dietro). Quest’ultimo modello è concepito per migliorare confort e scorrevolezza.

Per quali percorsi:  Si adatta a qualsiasi terreno. Ideale per l’escursionismo.

Consumo energetico: Si consumano 600 calorie circa l’ora.

 Cosa serve dalla A alla Z.

Antifurto. E’ meglio avere con sé sempre, un buon antifurto e ricordarsi di applicarlo in caso di sosta. I più sicuri sono le catene a barra quadra con serratura antiscasso e chiusura a chiave e quelli a staffa (costituiti da una sbarra metallica, forgiata a U, che si chiude su un fermo traversale, con chiusura a chiave).

Borraccia. Alcune bici la hanno in dotazione. In materiali leggeri e di forma poco ingombrante è uno degli accessori più utili se si affrontano lunghi percorsi perché diventa necessario reintegrare i Sali minerali persi con il sudore.

Calzoncini. Rigorosamente da ciclista, con rinforzo all’inguine in camoscio in cotone o anche nei nuovi materiali sintetici che asciugano più rapidamente e non si induriscono.

Calzettoni. In spugna o cotone, vanno indossati sempre per evitare frizioni con la suola delle scarpe da ciclismo, che risulta piuttosto rigida e sagomata.

Casco. Obbligatorio per la sicurezza, almeno nel fuoristrada.

Guanti. L’appoggio delle mani è molto delicato. Nel fuoristrada, con il passare dei minuti, ci può essere una sollecitazione eccessiva e dolorosa. Per questo le mani vanno protette con guanti imbottiti, disponibilità anche nella versione senza dita.

Kit per le riparazioni. Specie se si affronta un percorso lungo e difficile non bisogna mai dimenticare di portare con sé l’occorrente per riparare le forature; una pompa; una valvola di scorta; una chiave inglese o una chiave a dente; un cacciavite.

Maglietta. Va scelta in materiali ipoallergenici e trasparenti: ottimo il coolmax, una fibra sintetica che mantiene costante la temperatura del corpo sudato.

Mantella. Chi affronta il fuoristrada dovrebbe sempre avere con sé una mantellina impermeabile per ripararsi se piove ma anche per affrontare le discese, quando si è sudati e si pedala velocemente.

Occhiali. Oltre che dai raggi del sole riparano dai moscerini e dal pulviscolo, nuovi modelli hanno lenti trasparenti se il tempo è coperto e da sole per le belle giornate.

Scarpe. Devono essere specifiche da bicicletta, con suole rigide, per evitare problemi alle arcate plantari.

Sella. Le donne trovano la sella, specie nei modelli da corsa o da trekking, molto scomoda. Il mercato ne mette ora a disposizione di tutti i tipi: ammortizzate, anti-choc, a imbottitura differenziata.

Zaino antivento. Leggero dotato di tante tasche per riporre tutto l’occorrente, compresi magari gli indumenti di ricambio, è fatto in modo da proteggere le spalle dal vento e dal freddo, specie durante le discese.

 

Gli itinerari

  • Il primo appuntamento per gli amanti della bicicletta in Italia, la prima uscita ufficiale incontro alla bella stagione si chiama Bicincittà ed è la più importante manifestazione ciclistica non competitiva del nostro paese. Organizzata dall’Uisp, l’unione italiana sport per tutti.

La ciclopista del sole

  • Dal Brennero fino alla Sicilia in bicicletta. La federazione italiana amici della bicicletta (fiab), in collaborazione con le diverse regioni, ha messo finalmente a punto la “ciclopista del sole”.
  • IMG_2510 Si tratta di un itinerario concreto che coinvolge una rete di strade minori in cui circolare in bicicletta senza rischi e di riportare questi percorsi su apposite carte. Per maggiori info visitate il seg. sito: Ciclopistadel sole.

Alla scoperta della natura

  • Pedalare in mezzo al verde,tra boschi, torrenti, valli e monti per ascoltare la fatica del corpo che si rigenera ma anche per fermarsi e osservare la vita della natura, imparando a sentirsi parte di essa e a rispettarla. È quanto propone il WWF con i suoi panda Trek, gite in bicicletta di 4-5 giorni alla scoperta della valli della svizzera ma anche della Garfagnana, in Toscana, Gli itinerari più lunghi (10 giorni), invece hanno come meta la foresta Nera, e la foresta bavarese Bretagna (percorso medio). È sempre prevista la presenza di un accompagnatore.

 Vacanze su due ruote

  • Sono numerosi i paesi stranieri che offrono la possibilità di trascorrere le vacanze in bicicletta, alla scoperta delle città d’arte, delle oasi naturali, ma anche della gente, dei cibi e delle tradizioni locali. Gli enti nazionali per il turismo forniscono cartine dettagliate, pacchetti di viaggio già pronti che comprendono la bici a noleggio, alberghi e locande, visite guidate ai monumenti e ai musei. In genere si tratta di escursioni di una settimana- 10 giorni che prevedono distanze quotidiane di circa 40 chilometri. Non mancano però itinerari più brevi, di 3 o 4 giorni o anche di una sola giornata.
  • La Germania è uno dei paesi dove maggiormente è praticato il ciclismo, intenso sia come sport vero e proprio, sia come momento di divertimento. Ci sono migliaia di chilometri di percorsi ciclabili che toccano le più importanti testimonianze storiche, culturali e naturali. Ecco allora gli itinerari nella Bassa Sassonia. Nelle regioni del nord i percorsi suggestivi portano fin nelle isole Frisone del Mare del Nord.
  • In Gran Bretagna esiste la pista ciclabile che si aggiudica il maggio numero di riconoscimenti, compreso il British Airways Tourism for Tomorrow Award, il più prestigioso premio “verde” del mondo. Collega il mare d’Irlanda con il Mare del Nord e attraversa 224 chilometri di campagna nell’Inghilterra settentrionale. Si può partire da NewCastle, sulla costa est o da Workington, sulla costa ovest. Il tragitto da ovest a est è più facile per la presenza di venti portanti.

La via romantica

  • In Francia sono gli uffici del turismo dei diversi dipartimenti a organizzare visite guidate in bicicletta alla scoperta del patrimonio artistico e naturale. Ecco allora tutti i percorsi lungo la Loira, con tappe per visitare i castelli ma anche i Parchi naturali, il giro della Bretagna in bicicletta tra suggestivi vigneti, oppure alla ricerca delle porte d’oro di città storiche come Auxerre, Chablis e infine gli itinerari sulle tracce si Collette (la celebre scrittrice francese) e del suo amatissimo personaggio Claudine.
  • Nel Paesi Scandinavi ogni comune mette a disposizione centri di noleggio biciclette per girare in città o affrontare percorsi più impegnativi. Tra questi segnaliamo il tour dei lagni, oppure la visita ai numerosi Parchi nazionali. Per gli appassionati di mountain-bike la meta preferita è rappresentata dalla regione a Nord di questi Paesi, la Lapponia, dove si trovano i percorsi più suggestivi e difficili, compreso quello che porta a Korvatunturi, il paese di Babbo Natale.
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Posted by Martina.