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Prima del sole…senza il sole

Prima del sole… senza il sole

Abbronzatura

Gli autoabbronzanti di nuova formulazione consentono di conquistare una tintarella invidiabile senza danneggiare la pelle

 

Volete giocare d’anticipo sull’appuntamento spiaggia e sfoggiare un gradevole colorito anche in città? L’autoabbronzante è il prodotto che fa per voi.

  • VI CONSENTE INFATTI DI CONQUISTARE UNA TINTARELLA INVIDIABILE, RIMANENDO COMODAMENTE A CASA VOSTRA, CON EFFETTI IMMEDIATI E INTENSI E SENZA DANNI PER LA PELLE.

Puntando su questi vantaggi, le specialità autoabbronzanti, apripista della stagione estiva, si sono conquistate il favore dei consumatori, mentre esperti di tutto il mondo discutono sui rischi derivanti dalle esposizioni solari e sulla concreta possibilità di neutralizzarli.

  • MA IL SUCCESSO DELLA TINTARELLA COSMETICA E’ DOVUTO ANCHE ALL’ALTA SPECIALIZZAZIONE E AL PERFEZIONAMENTO DI FORMULE E TEXURE, RAGGUINTI DOPO ANNI DI RICERCA E DI STUDI.

Il loro compito, infatti non è più soltanto quello di fornire una “verniciatura” di facciata. I sel-tan dell’ultima generazione – non a caso in vetta alle classifiche di vendita Usa – sono infatti in grado di offrire un vero e proprio trattamento curativo alla pelle: idratano, levigano, elasticizzano e consentono persino di scegliere e nuance del rifiuto finale.

autoabbronzanti

Viso e corpo

  • Ulteriore caratteristica dei nuovi autoabbronzanti è la distinzione tra specialità corpo, E per le linee più complete e specializzate, un ulteriore suddivisione, all’interno della stessa categoria, tra differenti tipologie cutanee: pelli secche, grasse, miste, normali, sensibili.
  • Quelle riservate al corpo, pur essendo ricche e consistenti, rispondono a esigenze di praticità e di comfort: sono latti o fluidi da stendere su superfici piuttosto estese come gambe, busto, braccia. E per questo, non di rado, privilegiando formule spray e texture ad assorbimento rapido e anti-macchia. In più, la loro valenza emoliente- elasticizzante consente loro di sostituire egregiamente anche l’abituale dopobagno.
  • Per il viso, invece, prevalgono composizioni leggere e non untuose che colorano la pelle in trasparenza, senza appesantire i lineamenti. Ricchi di vita-mine principi umettanti e persino sostanze antirughe e antietà, questi sel-tan hanno indici protettivi e declinazioni differenti a seconda del tipo di pelle e dei suoi bisogni.

Come agiscono gli autoabbronzanti

La principale novità della tintarella cosmetica è data dalla combinazione tra due esigenze: il “colore” e il “trattamento” della pelle. Oltre a fornire quel tocco luminoso che rende più gradevole qualsiasi aspetto, gel, latte e creme si prendono anche cura della struttura cutanea.

Assolutamente privi di rischi e di effetti collaterali, i prodotti definiti impropriamente “autoabbronzanti” non abbronzano, ma scuriscono lo strato corneo con l’aiuto di speciali sostanze tra le quali la più usata è il didrossiacetone, ricavato dalla ossidazione della glicerina e del tutto innocuo.

  • Dalla sua interazione chimica con gli aminoacidi della cheratina, la proteina che compone le cellule cornee, deriva l’imbrunimento che assume in ogni individuo sfumature differenti a seconda della tonalità di base e della consistenza della carnagione. Poiché l’azione “scurente” del dha- che in alcuni brevetti esclusivi viene potenziata e uniformata dall’aggiunta di uno zucchero, l’eritrulosio,- è soltanto superficiale, la pelle resta morbida ed elastica.
  • In più, poiché manca l’effetto disseccante dei raggi infrarossi, tipico di una normale esposizione solare, la pelle abbronzata artificialmente conserva intatte le sue risorse idro-lipidiche e può fare a meno dell’azione restituiva di un comune doposole.
  • Nelle nuove linee, poi, sono scomparsi, grazie alle opportune correzioni di laboratorio, due inconvenienti provocati dal diidrossiacetore: la colorazione a chiazze o tendente al giallo, visibilmente artificiale, dovuta alla sua instabilità, e il cattivo odore conseguente alla sua alterazione.
  • Le ultime specialità “sans soleil” sono infatti “stabilizzate” cioè formulate appositamente per conservare intatta la loro efficacia e produrre diverse intensità di colore e altrettante nuance “a misura” di pelle; dal mielato con riflessi aurei all’ambrato tropicale.

Idratano

L’aggiunta di un mix di agenti idratanti- lenitivi- elasticizzati e di veri e propri complessi brevettati antietà fa di ogni autoabbronzante un vero e proprio trattamento di bellezza.

  • I nomi degli ingredienti e la loro combinazione variano a seconda della casa cosmetica produttrice e sono per lo più mutati dalle linee “ammiraglie” di ognuno di esse: giglio bianco, olio di noce di macadamia, pca o piroglutammato sodico, germe di grano, sorbitolo, sali minerali, idratanti e protettive, vitamine (A,C ed E) persino una piccola percentuale di acidi fruttati che leviga la grana cutanea e fornisce anche un’ottima base al make up.

Preparano al sole

Caratteristica di alcuni autoabbronzanti è quella di colorare in superficie la pelle, preparandola in profondità ad affrontare la vera esposizione al sole.

  • La tintarella naturale, infatti altro non è che una barriera che la cute stessa erge, scurendosi e ispessendosi, contro i raggi dannosi. In media, questa autopigmentazione, della melanogenesi, si compie nei 3-4 giorni successivi alla prima vera esposizione. Chi tenta di saltare le tappe per apparire subito nera rischia subito di… abbrustolirsi.
  • Per non presentarsi all’appuntamento spiaggia con un colorito latteo, si può optare dunque per un pre-sole, precursore – attivatore di melanina, che sollecitando i meccanismi cutanei a rispondere agli stimoli luminosi e quindi accelerando la comparsa dell’abbronzatura, garantisce effetti “colorati” anticipati sull’obbiettivo finale.

Foto-proteggono

Un altro rischio connesso alla tintarella cosmetica, e cioè quello di esporsi al sole senza alcuna protezione, ritenendosi già abbronzati è stato eliminato inglobando nelle formule anche filtri UVA e UVB, di indici diversi.

  • Oggi questi prodotti alla funzione decorativa aggiungono anche quella foto-protettiva, entrando a tutti gli effetti nella schiera dei solari che schermano la pelle dalle radiazioni dannose. Con ulteriore vantaggio di intensificare la prima coloritura naturale o di unificare e prolungare quella già acquisita.

Istruzioni per l’uso

Perfezionare le formule, moltiplicate le prestazioni, migliorati resa e risultati, restano comunque per lo più invariate precauzioni e modalità di applicazione degli autoabbronzanti. Una volta scelto quindi il prodotto più idoneo alle proprie esigenze – non usare mai quello avanzato dall’anno precedente! – ecco le regole per applicarlo al meglio.

Il pre-trattamento

Occorre pulire perfettamente la pelle. Sulle parti delicate, zita, collo decolletè, è consigliabile un gommage dolce, mentre su quelle più ruvide espesse come gomiti, ginocchia e talloni è conveniente insistere energicamente se si vuole evitare un effetto leopardato.

  • Nulla vieta di idratare e nutrire viso e corpo con gli abituali prodotti prima di passare all’autoabbronzante: meglio aspettare però almeno mezz’ora prima di passare alla sua stesura, per consentire il perfetto assorbimento delle creme ed evitare accumuli che falserebbero il risultato finale.

La stesura

L’autoabbronzante va spalmato in uno strato omogeneo e uniforme, evitando contorno occhi, labbra, sopracciglia, basette e attaccatura dei capelli. Subito dopo, bisogna lavarsi le mani con acqua e sapone neutro e ripulire con uno spazzolino il bordo delle unghie da eventuali tracce di crema. È consigliabile aspettare un quarto d’ora prima di rivestirsi o di truccarsi, a meno che non si sia scelto un prodotto ad assorbimento istantaneo.

  • Le formule auto-abbronzanti non interagiscono con la luce del giorno ma per ottimizzare i risultati è meglio usarle alla sera, prima di andare a dormire. Mai all’aperto o sotto il sole, perché il sudore può diluire il prodotto e vanificare la sua azione colorante.

Applicazioni successive

Per intensificare il risultato, l’applicazione va ripetuta a distanza di qualche ora, frapponendo tra le due stesure una doccia tiepida senza detergente.

  • In media, l’abbronzatura cosmetica dura tre quattro giorni e si affievolisce man mano che la pelle elimina, desquamandosi, le sue cellule morte, comprese quelle “tinte” dal Dha. Per mantenere il look vacanziero è sufficiente quindi un “richiamo” settimanale. Da evitare in questo periodo i detergenti schiumosi e troppo aggressivi, perchè hanno un effetto schiarente. È così pure profumi e deodoranti alcolici che possono invece provocare la comparsa di antiestetiche macchie. Se la schiaritura non è omogenea non bisogna aggiungere un nuovo strato di prodotto, ma fare un peeling e poi riapplicare l’autoabbronzante.

Posted by Martina

LA TIMIDEZZA

TIMIDEZZA

La timidezza
Una qualità da riscoprire

Il disagio emotivo dovuto alla paura di non essere all’altezza di una situazione, così come la soggezione nei confronti dell’interlocutore, sono espressioni tipiche della timidezza, un sentimento insito nella natura umana e che, come tale, andrebbe accettato. In realtà, però, in un epoca “rampante” come quella in cui viviamo, è radicata la convinzione che per vincere è necessario apparire vincenti e la timidezza viene vissuta come un handicap da combattere ad ogni costo.
Peccato che a violentare la natura ci si rimette sempre. Molto meglio accettare di essere timidi, esattamente come non ci si oppone ad altre caratteristiche della propria personalità. Di più: imparando a convivere pacificamente con l propria timidezza ci si accorgerà in breve tempo che è possibile sfruttarla a proprio favore, utilizzandola come un arma di seduzione a cui solo pochi sanno resistere. Il segreto è imparare a difendersi da essa.
Vale quindi la pena conoscerla meglio, scoprire le diverse forse in cui si esprime o cerca di nascondersi, verificare come sia diffusa anche fra gli insospettabili. Per capire una volta per tutte quanto sia controproducente soffocare questo gentile aspetto del temperamento umano.

Cinque diverse categorie

Gli insospettabili
Sono le persone che riescono grazie a uno sforzo psicologico talora improbo, a nascondere qualunque disagio sotto una scorza di massima impassibilità. In genere sono ben inseriti nel loro ambiente, raggiungono ottime posizioni nel lavoro, ma devono affannarsi per tutta la vita allo scopo di mantenere il prestigio acquisito.
Quando agiscono nell’ambito delle loro specifiche competenze (per esempio, sul luogo di lavoro) non dimostrano mai il minimo cedimento. Una domanda diretta molto personale, o un’allusione alla parte più intima del loro temperamento può però bastare a metterli in difficoltà o comunque a renderli insolitamente impacciati.

Timidezza 2

Gli “imbranati”
Gli imbranati sono i timidi per eccellenza, capaci di suscitare tenerezza, rabbia imbarazzo, curiosità a seconda della sensibilità di chi ha a che fare con loro. Non sopportano di sentirsi al centro dell’attenzione, arrossiscono per un nonnulla, non riescano a far valere il proprio punto di vista e si comportano sempre in modo maldestro.
Per scoprire se si ha di fronte un imbranato non è necessario tendere tranelli. Chi appartiene a questa categoria non riesce mai a nascondere la propria timidezza, che costituisce la nota ponderante del suo temperamento.

Gli “evitanti”
Sono solitari e scontrosi non cercano mai di fare amicizie nuove e soprattutto quando vengono trascinati in una conversazione non esprimono mai giudizi personali ma si limitano a pronunciare frasi banali per svincolarsi della situazione il più presto possibile.
Hanno l’abitudine di giustificare la loro mancanza di entusiasmo e di partecipazione disprezzando sistematicamente quanto viene loro proposto. Un evitante dirà sempre: “quanto mi prospetti non mi piace”, ma in realtà dovrebbe dire: “quanto mi prospetti mi mette in gioco e quindi mi fa paura”.

I fobici
I fobici sono coloro nei quali la timidezza scatena una paura incontrollabile di affrontare situazioni nuove, di stare in mezzo agli altri, di confrontare le proprie idee, di essere giudicati. Si tratta di persone che arrivano a rivolgersi allo psichiatra per risolvere questa esasperazione della timidezza, invalidante al punto da condannarli alla solitudine e da costringerli a fuggire a qualsiasi rapporto sociale.
I fobici sono spesso inclini alla depressione, oppure vanno soggetti a significanti sbalzi d’umore. Talora cercano sostegno e rifugio nell’alcol che, obnubilando lo spirito, rende più facile sopportare l’isolamento a cui si costringono.
Di solito chiedono aiuto intorno ai 30 anni non tanto per il problema in sé quanto per le complicazioni accennate sopra: il calo del tono dell’umore, l’abuso di alcol.

I “presi alle spalle”
Appartengono a questa categoria le persone nelle quali la timidezza o meglio, la continua e faticosa lotta per cancellare questo aspetto della propria personalità ha raggiunto connotazioni così gravi da determinare la comparsa dei temibili e invalidanti attacchi di panico. Si tratta di un fenomeno che compare all’improvviso, dando luogo a stato d’ansia incontrollabile, presagio di morte incombente, sudorazione fredda, paura immotivata, tremori vampate di calore. Chi ne soffre vive nel terrore che li attacchi si manifestino.
Fanno parte di questa categoria perfino le persone rampanti, vincenti, di successo. A un certo punto possono iniziare a disertare le riunioni, a diradare i loro appuntamenti di lavoro, a evitare i viaggi all’estero e ad apparire in pubblico sempre accompagnati dal coniuge o da un amico intimo.
I “presi alle spalle” rappresentano l’ultimo anello nell’evoluzione della timidezza. La persona che si riconosce in questa categoria difficilmente riesce a risolvere i suoi problemi senza l’aiuto di uno specialista. Stratagemmi, suggerimenti, consigli non bastano: occorre una cura psicologica seria.
Gli errori di chi vuole cambiare la propria natura.

 

Lo spreco di energie
La perenne lotta contro la timidezza nasce dall’idea che essa sia una caratteristica vergognosa, un segno inaccettabile di debolezza, un emarginante marchio di mediocrità. Chi la pensa così, anziché valorizzare i lati della propria personalità ritenuti positivi, si sente in dovere di sacrificare la vita e una grande quantità di energie per combattere quell’unico aspetto erroneamente giudicato negativo. In pratica il ragionamento del timido è: fino a quando non riuscirò a vincere questa debolezza non potrò farmi spazio nel mondo.

La svalutazione di sé
La timidezza spesso indice a svalutare quanto di bello è stato realizzato. Poiché ricevere una lode o un apprezzamento significa attirare l’attenzione e poiché i timidi non vogliono che questo accada, in genere tendono a deprezzarsi o a minimizzare i loro risultati.

La rinuncia alle occasioni
I timidi a oltranza sono portati a rinunciare a tutto pur di non correre il rischio di andare incontro a critiche o comunque di far brutta figura. Il terrore di fallire, figlio primogenito della timidezza impone di valutare ed evidenziare solo gli aspetti negativi di se stessi in rapporto a qualsiasi cosa nuova nonché di ignorare quelli positivi, creandosi così un alibi per l’immancabile fuga.

Il perfezionismo maniacale
Chi non accetta la propria timidezza è spesso un grande perfezionista. Si può sentire infatti in dovere di dimostrarsi affidabile in ogni occasione e quindi può tende a dare il massimo, anche quando non ne varrebbe la pena. Il desiderio di mostrarsi sempre all’altezza della situazione costituisce per molti timidi una vera e propria condanna che toglie loro serenità e il piacere di lavorare.

Timido è bello
1- la timidezza non è da cancellare, ne da escludere dagli aspetti della propria personalità, perché vi appartiene per diritto naturale.
2- Qualsiasi atteggiamento o segnale di timidezza suscita spesso negli altri un’immediata simpatia, talora affascina e quasi sempre ha il potere di attenuare l’eventuale aggressività dell’interlocutore.
3- Chi ha il coraggio di ammettere di essere timido trasmette la sensazione di essere anche padrone di se stesso.
4- Una persona che sa sorridere quando arrossisce e che si dimostra autoironica nei confronti di questa presunta debolezza è destinata ad arrossire sempre meno e a raccogliere sempre più consensi.
5- Le persone che passano la vita a cercare di occultare in qualche modo la propria timidezza anziché costruirsi quell’immagine vincente a cui aspirano, spesso riescono solo a risultare antipatici a tutti ed in più corrono il rischio di dovere fare iconti con problemi psicologici anche piuttosto seri.

 

Posted Martina

IDROTERAPIA KNEIPP

Idroterapia

Idroterapia kneipp
Per il benessere e la linea
L’acqua purifica e rinfresca. Usata adeguamente rassoda i tessuti idrata e tonifica la pelle

L’acqua serve a dissetarsi, ma anche a rinfrescare il corpo e purificare l’organismo. Quando viene a mancare si diffondono malattie, siccità e carestie che mettono in pericolo il benessere di tutti gli esseri viventi. In una parola: senza l’acqua non c’è vita. Ma questo indispensabile elemento della natura è anche un potente strumento di cura: i trattamenti a base di acqua, se effettuati con prudenza e costanza, infatti, accrescono il benessere fisico e ringiovaniscono il corpo, rendendolo più resistente alle malattie.
L’idroterapia (cioè la cura mediante l’uso dell’acqua) ha una lunga tradizione alle spalle. Nelle antiche culture orientali (in india soprattutto) l’acqua era ritenuta un mezzo sicuro e innocuo per restare sani o tornare in piena salute dopo una malattia.
Nel secondo scorso, l’abate Kneipp (uno dei padri dell’idroterapia) spiegò l’effetti benefici dell’acqua sull’organismo umano e sviluppò nuove tecniche nel campo delle applicazioni idriche. /Continua a leggere…. Continua a leggere

CIBI FRESCHI: un aiuto dalla natura

Fresco di stagione

Sembra un concetto antico, legato ai buoni tempi di una volta, e invece il fresco è più che mai una realtà attuale. La cultura del fresco, possibilmente di stagione, contrariamente a quello che si potrebbe pensare, è infatti tipicamente moderna. E rappresenta gli orientamenti e gli obbiettivi delle più sofisticate tecnologie alimentari.

Altro che un futuro di pillole e beveroni energetici, la ricerca sta lavorando per assicurarci frutta e verdura freschi di ogni stagione, pratici da consumare, ma anche ricchi di vitamine e minerali, belli da guardare e da gustare.
Ricorrere alla tradizione in questo caso non serve. La cucina dei nostri nonni e ancor più quella dei nostri avi mirava all’accumulo per i tempi di magra. Prediligeva quindi cibi conservabili nel tempo (cereali, legumi, castagne) trasformava quelli non conservabili (il latte in formaggio, la carne in salumi, la frutta in marmellate e confetture). Salava, affumicava, metteva sott’olio e sott’aceto. (continua a leggere) Continua a leggere

BELLEZZA IDRATAZIONE DELLA PELLE

Idratazione a 360 gradi

IdratazioneIl segreto di una pelle sana e vitale??? E’ racchiuso in una formula che, a ben vedere, ha poco di magico. Si chiama, infatti, H2O ma non è nient’altro che l’acqua. Per convincersi della sua importanza per la bellezza dell’epidermide, basta pensare che la nostra pelle è composta per il 50 per cento proprio da acqua e racchiude il 20 per cento dei liquidi presenti nell’organismo.

Il guaio è che, sempre secondo i più recenti studi, solo la cute, a causa della traspirazione e delle aggressioni ambientali, ne perde circa mezzo litro al giorno e altrettanta deve recuperarne. Non è difficile, dunque, capire come l’idratazione sia il primo, indispensabile gesto di bellezza, da riservare sia al viso, sia al corpo.

I danni del tempo…

I segni che il tempo lascia a fior di pelle sono visibili a occhio nudo. Meno evidenti sono invece le conseguenze che l’invecchiamento ha in profondità. Vediamone, punto per punto.

pelle1 La cute diventa più sottile.

2 Le fibre elastiche del derma, responsabili della compattezza e dell’elasticità della pelle, si ammassano, si sgretolano, arrivano a non svolgere più la loro funzione.

3 Le fibre di collagene sono prodotte in minor quantità e perdono la loro “architettura”, contribuendo, quindi, alla disgregazione generale delle fibre del derma.

4 I fibroblasti, cellule dalle molteplici funzioni, lavorano sempre più disordinatamente in modo sconclusionato e insufficiente. Producono fibre “sbagliate” e non generano più la quantità necessaria di acido ialuronico e di altre molecole capaci di trattenere acqua e mantenere quindi la pelle ben idratata nei suoi strati più profondi.

5 L’irrorazione sanguigna del derma, indispensabile per apportare sostanze nutritive e ossigeno alla pelle, si indebolisce sempre di più.

6 Le molte sostanze tossiche di rifiuto, i famigerati radicali liberi, prodotti dalle cellule cutanee in seguito al loro “metabolismo”, rimangono intrappolate nelle cellule stesse e vengono eliminate con difficoltà sempre maggiore.

…e dell’ambiente

  • L’epidermide può fare affidamento su un sofisticato meccanismo anti-di-sidratazione. Si tratta di una sorta di diga cutanea, rappresentata dal film “idrolipidico, l’”emulsione” naturale, prodotta cioè dalla pelle stessa, che è formata da un cocktail di sostanze grasse e acquose. Questa barriera è destinata da un lato a incrementare le capacità difensive dello strato corneo (quello a diretto contatto con l’esterno) e, dall’altro, a mantenere invariato il normale tasso d’idratazione cutaneo.
  • Può verificarsi, tuttavia, che l’esposizione, talvolta inevitabile, ai fattori ambientali, quali sole, luce intensa, vento, umidità, secchezza, provochi delle “falle” e che di conseguenza, si verifichi una disidratazione momentanea dei tessuti.

I plus di una cura costante

  • Da una parte l’esigenza di rafforzare l’elasticità cutanea. Dall’altra, la necessità di fornire alla cute la giusta dose d’acqua. Strategie, solo in apparenza diverse, per rimandare il più possibile la comparsa di rughe, segni d’espressione, “zampe di gallina”.
  • Flessibilità e idratazione della cute, in realtà, sono strettamente collegate: una corretta idratazione rappresenta, infatti, il primo passo per salvaguardare l’invisibile impalcatura delle fibre elastiche, che garantiscono turgore alla pelle del viso e del corpo.

Pulizia visoViso: la bellezza inizia dalla pulizia

  • Un primo importante compito nel trattamento della pelle del viso è affidato ai gesti di pulizia quotidiani. Il consiglio è diffidare dei prodotti troppo sgrassanti a base di zolfo o arricchiti da sostanze alcoliche: anche la pelle impura, in apparenza la più resistente, non regge stimolazioni aggressive.
  • Via libera, invece, ai cosmetici schiumogeni e non, purchè iper-delicati, ai démaquillant a risciacquo, alle lozioni toniche con cui completare la detersione.
  • Se la pelle è particolarmente sensibile, può risultare “allergica” anche all’acqua di casa, troppo calcarea e arricchita con cloro. Per completare la pulizia, una valida alternativa è rappresentata dalle acque termali, in vendita in farmacia in flaconi-spray. Si vaporizzano sul viso dopo averlo deterso alla perfezione.

Dissetare l’epidermide

Gli idratanti sono il fiore all’occhiello della moderna cosmetologia. Rappresentano, ormai, il trattamento- clou per ciascun tipo di pelle, a partire dai vent’anni. Perché sono vere e proprie fonti di benessere, da cui la pelle può attingere ai primi segnali di “siccità”.

Di giorno

  • Le creme idratanti da giorno sono l’arma più efficace di cui la pelle dispone per difendersi dalle aggressioni esterne. Le nuove formulazioni poi, sono studiate in modo talea “trattenere” i liquidi presenti a fior di pelle, rallentando o impedendo il processo di disidratazione.
  • La crema da giorno deve essere stesa al mattino, prim del maquillage, e nel pomeriggio, magari nelle prime ore. Chi si trucca, tuttavia, non può permettersi una seconda stesura. Si può fare affidamento, in questo caso, sugli idranti dell’ultima generazione. Di cosa si tratta? Di formulazioni liquide disponibili in pratici flaconi con erogatore spray. Ottimali da vaporizzare anche sul make-up, si assorbono in un attimo, rinfrescano l’epidermide, la profumano in maniera gradevole.

Di notte

  • Se, durante il giorno, la pelle è impegnata in una strenua attività difensiva nei confronti degli agenti atmosferici esterni, al calare del sole può finalmente abbassare la guardia e rinnovarsi. Più precisamente, è fra l’una di notte e le sette di mattina che l’epidermide produce cellule nuove e “ripara” quelle danneggiate. Ed è sempre nelle ore di riposo che la cute si rivela particolarmente ricettiva nei confronti dei principi attivi contenuti nei cosmetici. Una valida ragione per fare il pieno di crema, fluido o lozione preferita, senza centellinare le dosi.
  • Le pelli più bisognose (quelle secche e disidratate) possono inoltre approfittarne per scegliere cosmetici delle formulazioni più ricche. Come si riconoscono? Hanno una texture molto corposa, lasciano la cute leggermente unta, si assorbono dopo un massaggio prolungato.

Ogni 10-15 giorni

  • Sono l’ideale quando la pelle, in difficoltà, lancia l’S.O.S. Anche se, come consigliano glie esperti, andrebbero utilizzate per prevenire, anziché per curare. Ci riferiamo alle maschere, valide alleate della freschezza della pelle. La varità di prodotti messi a disposizione delle maggiori case cosmetiche fa sì che esistano soluzioni ottimali per ciascun tipo di pelle, grasse, secche, miste e anche delicate.
  • E’ buona norma, tuttavia, non abusarne, soprattutto se la cute è sensibile. Si corre il rischio così facendo, di una controproducente “indigestione”. La frequenza ottimale è una maschera ogni 10/15 giorni.

Cura del corpoCorpo a rischio

  • Al corpo vengono spesso dedicate meno attenzioni che al viso. Anche il corpo però, invecchia, seppur più lentamente rispetto al viso.
  • A peggiorare la situazione ci sono poi stress, “disattenzioni” alimentari, inquinamento, che alterano l’equilibrio idrico dell’epidermide, compromettono il normale flusso sebaceo impoveriscono il film idrolipidico. Anche la silhouette, dunque, merita aiuti cosmetici di prim’ordine.

Interventi più decisi per tutta la pelle

La pelle del corpo può contare su un numero inferiore di ghiandole sebacee rispetto a quella del viso. Il che si traduce in un ridotto apporto di sostanze grasse protettive. D’obbligo, quindi mettere in atto una strategia mirata e costatante, a base di cosmetici “dissetanti”

IL BAGNO

La doccia tutti i giorni, il bagno almeno una volta a settimana. I benefici sono innumerevoli. La mente si rilassa, la muscolatura si distende. Ma soprattutto, l’acqua del bagno può rivelarsi un veicolo di principi attivi estremamente benefici. Attraverso un processo osmotico, infatti, viene favorito l’assorbimento, da parte dei tessuti, delle sostanze disciolte in acqua, perciò sono molto adatti gli oli essenziali idratanti ed emollienti. L’importante è non restare in vasca più di 15 min e regolare la temperatura dell’acqua in modo che non superi i 37°.

IL PEELING

L’esfoliazione degli strati più superficiali di pelle va ripetuta ogni 10 giorni. Quale che sia la formulazione scelta (con alfaidrossiacidi che esfoliano per azione chimica, o con microgranuli, per un esfoliazione meccanica), il consiglio è di insistere su ginocchia e gomiti, che appaiono solitamente più scuri a causa di un ispessimento dello strato della pelle.

L’IDRATAZIOINE

Il momento migliore per idratare il corpo è dopo aver effettuato il peeling: i pori cutanei sono dilatati e i principi attivi contenuti nel cosmetico “dissetante” penetrano con maggiore facilità e più in profondità. Ciò non toglie che crema, fluido o gel vadano massaggiati su braccia, gambe e company tutti i giorni, preferibilmente al mattino.

Postato by Arianna

 

IL MASSAGGIO RIEQUILIBRANTE

E’ un metodo di cura che si ispira all’antica disciplina Ayurvedica.

Massaggio OGNI PERSONA VIENE TRATTATA CON MODALITA’ DIFFERENTI CHE NE RISPECCHIANO L’ENERGIA.

L’ayurveda e un’antica disciplina indiana che prevede, accanto ai tradizionali rimedi curativi di origine prevalentemente vegetale, il massaggio come supporto.

 

Lo scopo di questo massaggio è riequilibrare Vata, Pitta e Kapha, i 3 Dosha o energie presenti nel corpo secondo la teoria ayurvedica. I Dosha rappresentano all’interno del corpo umano le energie cosmiche dei 5 elementi indiani: etere, aria, fuoco,terra e acqua. Vata è prodotto dall’aria e dall’etere; Pitta deriva dal fuoco; Kapha origina terra e dall’acqua. Come per i 5 elementi, quando i Dosha sono in equilibrio tra loro, l’uomo raggiunge il benessere psicofisico e uno stato di salute ottimale..

 

L’equilibrio perfetto tra Vata, Pitta e Kapha, pero, non e mai possibile del tutto. Ogni persona ha costituzionalmente, dalla nascita, la predominanza di un’energia che la caratterizza e che ne determina comportamenti e stato di salute. Quando però una di queste energie prende il sopravvento sulle altre, si verifica l’eccesso di un solo Dosha che determina la comparsa di diversi disturbi. Scopo dell’ayurveda è riportare l’equilibrio originario della costituzione individuale.

Per questo motivo si propone un massaggio diverso per ogni tipologia, in grado di riequilibrare eccessi o carenze energetiche per avvicinare il piu possibile ogni persona allo stato di benessere. Il massaggio, infatti, puo essere utile per combattere molti disturbi, tra cui l’ansia, lo stress l’insonnia, l’acne e anche la cellulite.

L’ANALISI PERSONALIZZATA

Per determinare il tipo di energia predominante  in un individuo, è necessario prendere in considerazione tre elementi chiave: la costituzione individuale – lo squilibrio (momentaneo) di un DOSHA e i fattori temporali (stagione, ora, clima). Prima di procedere al massaggio vero e proprio, quindi, il massaggiatore effettua un analisi completa dell’individuo che avviene tramite il test e “l’ascolto”  delle energie del corpo. Dopo questa analisi il massaggiatore definisce le modalità e la durata del trattamento ed i consigli alimentari che l’individuo deve seguire.

VATA

In genere le persone di costituzione Vata fanno le cose in fretta: apprendono e dopo dimenticano, si entusiasmano subito e lo perdono con altrettanta rapidità. Camminano e parlano velocemente; cambiano repentinamente le idee ed umore. Anche le modificazioni fisiche nel loro organismo si susseguono velocemente: a volte dormono senza difficoltà altre volte faticano a prendere sonno. La mente delle persone di costituzione Vata è contraddistinta da instabilità, irrequietezza ed indecisione. I disturbi di cui prevalentemente soffre, sono: pelle fredda, ruvida e secca che tende a screpolarsi, articolazioni che “scricchiolano”, tendenza alle rughe ed al rilassamento cutaneo. Se la cellulite, si tratta di piccoli cuscinetti localizzati.

PITTA

Le persone di costituzione Pitta sono ordinate, precise ed efficienti. In genere non sopportano il caldo ed amano i clini ed cibi freschi. Sono facilmente irritabili, non sopportano la fame, non tollerano essere contraddetti ed in genere sono impazienti con chi fa le cose più lentmente di loro. Sono determinti, coraggiosi e forti. I disturbi di cui può soffrire sono pelle impura tendenza uigforuncoli, all’acne ed alle irritazioni. Soffre di infiammazione di couperose e di problemi alla circoalzione sangujigna. Se presenta cellulite, è dovuta all’alterazione del microcircolo e presenta lo sfrangiamento dei capillari superficiali.

KAPHA

Chi ha una costituzione Kapha ama la vita tranquilla e rilassata. Si muove, parla e mangia lentamente; è calmo e placido, anche se spesso emotivo e, talvolta , introverso. In genere pesa troppo e dimagrisce con difficoltà. I disturbi che lo possono colpire più frequentemente sono: tendenza agli  accumuli di grasso ed alla cellulite edematosa(con presenza di gonfiori dovuti al ristagno dei liquidi ).

SQUILIBRIO MOMENTANEO E STAGIONALE

Naturalmente la costituzione individuale, cioè quella che è predominante fin dalla nascita, deve essere in equilibrio con le altre due energie presenti in misura minore nel corpo umano. A volte, però, l’“ascolto” dei Dosha può verificare un momentaneo squilibrio energetico che rivela le condizioni psicofisiche attuali: la mappa dell’essere in un determinato momento della vita. Questo squilibrio può essere determinato da abitudini di vita che non corrispondono alla propria costituzione o dall’avere seguito per lungo tempo un’alimentazione sbagliata. O Anche l’ora, le condizioni climatiche e la stagione possono influire sul’energia dell’individuo e devono essere tenute in considerazione per effettuare un’analisi corretta. In estate, infatti, aumenta in genere l’energia Pitta, in inverno l’energia Vata e in primavera e autunno quella Kapha. Il vento fa aumentare molto  l’energia Vata; a mezzogiomo c’è un incremento di energia Pitta.

LE FASI DEL TRATTAMENTO

 Il trattamento comincia con un colloquio durante il quale il massaggiatore fa diverse domande per capire la costituzione individuale, cioè per identificare l`energia che dovrebbe essere predominante dal punto di vista costituzionale.

Terminato il test, chi si sottopone al massaggio si spoglia completamente e indossa un paio di mutandine di carta fomite dal massaggiatore. Si sdraia per terra, supino, su una morbida stuoia appositamente predisposta. Il massaggiatore spegne tutte le luci, accende una candela, mette una musica tranquilla di sottofondo.

Il massaggiatore “ascolta” l’energia sul polso sinistro per le donne e su quello destro degli uomini: dove nornalmente il medico conta i battiti cardiaci, il massaggiatore appoggia il proprio dito indice, il medio e l’anulare per ascoltare l’energia Vata, Pitta e Kapha. Poi passa all’ascolto delle stesse energie nei pressi dell’ombelico: appoggiando i due indici sopra, i due medi a fianco e gli anulari sotto l’ombelico. In questo modo il massaggiatore capisce quale energia sia momentaneamente predominante e la mette in relazione a quella costituzionale, al tempo, all’ora, alla stagione e al disturbo di cui la persona soffre. Infine sceglie un olio ayurvedico con cui effettuare il massaggio, si unge accuratamente le mani e comincia un approccio al massaggio: ascolta la respirazione e impone le mani per creare il rilassamento. Il massaggiatore effettua gli sblocchi articolari di braccia, gambe, ginocchia e schiena e poi comincia con il massaggio che è differente a seconda della costituzione individuale e del disturbo da trattare.

 Il massaggio completo dura un’ora e un quarto circa e non tralascia nessuna parte del corpo dal cuoio capelluto, alle orecchie, al naso, alle dita delle mani e dei  piedi.

 Alla fine del trattamento si effettua una doccia o semplicemente si tampona l’olio in eccesso con un asciugamano e ci si riveste.

I MOVIMENTI

Ogni costituzione individuale, ha bisogno di essere massaggiata in modo differente. Vediamo come

 

VATA

Dato che Vata ha in genere la pelle fredda, il massaggio deve scaldare: le manipolazioni perciò sono rotatorie ed energiche, per creare una sensazione di calore sulla pelle. Il massaggiocomincia dalla schiena. La persona rimane supina (cioè sdraiata a pancia in su), il massaggiatore infila le manisotto la curva naturale della colonna vertebrale e, facendole scorrere delicatamente fino alla nuca e alle spalle, massaggia la pelle e rilassa la colonna vertebrale. In alternativa può fare il massaggio con i piedi: in questo caso la paziente è seduta con le gambe tese e le mani appoggiatea terra, il massaggiatore ècollocato dietro e, anche lui seduto, le massaggia con i piedi la schiena. Poi, senza lasciare il contatto con le mani, passa a trattare le gambe,  il tronco, le braccia e la testa.

PITTA

Le persone di costituzione Pitta sono calorose e irritabili e hanno la pelle che tende ad arrossarsi. Il massaggio proposto, perciò, è rinfrescante. Il tocco, infatti, consiste in leggeri sfioramenti che, come un soffio di vento,rinfrescano la pelle. Il massaggiatore comincia a manipolare la fronte, le orecchie, il naso, le guance e gli zigomi. Poi passa al collo, al torace e prosegue in un unico massaggio su tutto il corpo senza staccare il contatto con il paziente .

KAPHA

Chi ha la costituzione KAPHA ha la pelle fredda, umida, ematosa (con presenza di gonfiori dovuti a ristagno di liquidi). Il massaggio deve essere energico e profondo per scaldare: le manipolazioni sono soprattutto impastamenti e pressioni. Il massaggiatore comincia dai piedi, tratta ogni dito, la pianta e il tallone, le caviglie e i calcagni. Poi passa al resto del corpo.

continua………….

 

 

 

QI GONG DELLA NATURA

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Il Qi Gong é un’antica tecnica di meditazione e di concentrazione dell’energia vitale (il Qi) nata in CIna più di tremila anni fa.

Comprende una grande varietà di esercizi: ginnastica ritmica,  danza, stretching, massaggio, respirazione profonda. Con il Qi Gong si stimola la circolazione de]l’energia, o“fiato” vitale, all’interno dei “meridiani” (i canali in cui “scorre” il Qi nel nostro corpo) per nutrire i vari organi e mantenere il giusto equilibrio psicofisico della persona.

Il Qi Gong della Natura si pratica in ambienti sani carichi della “forza dell’universo”: in alta montagna, in riva al mare o in mezzo a un bosco. A contatto con la natura é più‘ facile che il cielo si possa nutrire di “Yang Qi”, di energia luminosa, calda e maschile. La terra invece ci può dare “Yin Qi”, energia “lunare”, fecondante e femminile. Praticando i1 Qi Gong della Natura si può fare un pieno di Yang e Yin, le due forze che, se sono in equilibrio nel nostro corpo, ci conservano in salute.

L’Armonia Yin e Yang é rappresentata dal cerchio del Tao, fatto di due spicchi, uno bianco (che rappresenta la forza Yang) e uno nero (lo Yin), che si mescolano alla perfezione. Il Qi Gong della Natura é la forma più antica di quest’arte del “nutrire la vita”.

GLI ELEMENTI E I DANTIAN

Con i movimenti di Qi Gong è possibile attrarre a sè la forza vitale degli elementi della natura (terra, mettalo, acqua, fuoco, aria) e farla circolare nel nostro corponelal rede dei meridiani (i canali immaginari in cui scorre l’energia).  Quando stiamo bene l’energia vitale fluisce senza blocchi nei meridiani con ritmo e pressione regolari: una parte si deposita nei tre Qi Gong “serbatoi” di energia (rappresentati nel disegno come tre cerchi Tao), chiamati “DANTIAN”. Il Dantian superiore “raffina” e concentra l’energia intorno alla ghiandola pineale del cervello, il Dantian mediano nel timo e quello inferiore nella zona del ventre che i giapponesi chiamano “Hara”. Il “Yin Qi”, l’energia della Terra, sale dai piedi fino al perineo (zona tra l’ano e organi genitali) e, da qui entra nel Dantian inferiore mescolandosi con lo “Yan Qi” per poi tonificare reni, milza, e organi sessuali. Dalla cima della testa entra invece l’energia del cielo “Yang Qi” che si concentra nel Dantian superiore stimolando l’ipofisi e la produzione di ormoni che regolano i più importanti processi vitali. Lo “Yang Qi” circola verso il basso e si armonizza nel Dantian mediano (l’area del timo e del cuore).  Prosegue ancora verso il basso per condensarsi nel Dantian inferiore e rimescolarsi allo “Yin Qi” della Terra che sale sempre dai piedi.

Prima della pratica

Ecco cinque consigli per allontanare i“pensieri vagabondi” e concentrarsi.

1) Ci si siede a gambe incrociate, in posizione comoda, socchiudendo gli occhi e rilassandosi. 

2) Si concentra l’attenzione su una parte del corpo, per esempio: la punta del naso,l’ombelico, la pianta dei piedi ecc. 

3) Si contano le respirazioni (espirazione e inspirazione) da uno a dieci e, alla fine, si ricontano: serve per rilassare la mente.

4) Si osservano i movimenti indotti dalla respirazione. 

5) Si respira “con la pancia”, cioe si effettua la respirazione profonda, il più lentamente possibile cercando di “ascoltare” tutto quello che succede nel nostro Hara, il Dantian mediano.

I MOVIMENTI

LO STATO EMOTIVO DI PARTENZA PER EFFETTUARE QI GONG E’ LA CALMA.

Ci si mette in posizione eretta con le gambe allargate. I piedi sono distanti come la larghezza delle due spalle. Le dita dei piedi sono ritratte e le palme leggermente arcuate; lo sguardo è rivolto all’orizzonte. Le braccia sono leggermente piegate con il palmo delle mani rivolto in basso per assorbire il Qi della Terra. Dopo aver “raccolto” il Qi della Terra, con le mani rivolte verso il corpo lo si porta in alto verso il Dantian inferiore, il ventre. Si potrà avvertire una sensazione di calore!.#Poi si portano le mani più su, verso il Dantian mediano, all’altezza del cuore.

Quando le braccia sono all’altezza delle spalle il palmo delle mani si rivolge verso l’alto e si portano le braccia verso il cielo, per raccogliere questa volta il Qi del Cielo. Alla fine le braccia scendono l e n t a m e n t e verso il basso per ritornare nella posizione di partenza.

In alternativa si può fare anche un “pieno di Yin Qi” sfiorando con grande sensitività il terreno e di “Yan Qi” allungando le braccia in altro per nutrirsi dell’energia dell’universo. Alla fine si riversa lo Yang Qi nel Dantian superiore, soffermandosi con le mani sopra la testa. Poi le braccia ridiscendono lungo il busto. A questo punto si procede con il famoso “passo della Gru”: si ripetono i movimenti fluidi ed armonici di questo animale, simbolo in tutto l’Oriente della longevità e della buona sorte!.

Le braccia si allargano e si allungano in aria imitando i movimenti del volo: si può iniziare da una “posizione a terra” con le ginocchia piegate per ritrovarsi in una “posizione in piedi”. Alla fine si può stare per qualche minuto in equilibrio su una gamba sola per poi raccogliersi in silenzio con le mani appoggiate al cuore. Successivamente si immagina di accarezzare una grossa palla che si ha tra le mani. Il palmo della mano sinistra è rivolto verso il basso mentre quello della destra verso l’alto. Si ruota sui fianchi immaginando di far girare la palla tra le mani; ad ogni giro si inverte la posizione delle mani. L’attenzione va rivolta al “punto Mingmen” , che è tra i reni in corrispondenza della seconda vertebra lombare. Questo esercizio tonifica stomaco, bacino e reni. Questa volta il passo imota, con un po’ di fantasia il procedere di un cervo: si cammina a ginocchia piegate allumgando ogni tanto le braccia in avanti e in dietro.

Adesso si può ripetere il “volo della gru” allargando e richiudendo le braccia con più libertà e con più ampiezza. E’ un ottimo esercizio di stretching che tonifica il Qi e che si può concludere con un momento di silenzio e meditazione. Si procede con un piacevole automassaggio. Alla fine degli esercizi si sfregano le mani vigorosamente fino a sentirle bollenti (meglio farlo per 9 volte), si massaggia il viso stirando fronte e sopracciglia e, con le dita disposte a pettine, si stimola il cuoio capelluto. Si passa poi a massaggiare schiena, reni e collo. Alla fine ci si può sedere a terra (la posizione migliore è quella del “loto” a gambe incrociate) per stirare i muscoli . Le braccia sono aperte verso il cielo: è così possibile godere di un momento di calma e di relax.

GLI EFFETTI SULL’ORGANISMO

Effettuando i movimenti del Qi Gong è possibile ottenere diversi effetti sul piano fisico.

La respirazione. Si tonificano i polmoni ed il ritmo respiratorio si riduce da 10-20 respiri al minuto a 4-5, con una salutare rirparmio di energia.

 La circolazione. Migliora notevolmente, aumentano i linfociti (i globuli bianchi) e gli anticorpi che difendono tutto l’organismo.

Il cuore. Con il Qi Gong questo organo “si riposa., il battito rallentae si regolarizza la pressione arteriosa.

Il sistema digestivo. Nell’organismo aumenta la salivazione e accelera la peristalsi  dello stomaco(i suoi movimenti e le sue secrezioni) con benefici per la digestione.

Le secrezioni ormonali. Il Qi gong stimola la termoregola-zione. gli ormoni della crescita e quelli dello sviluppo sessuale.

Il sistema nervoso. E’ possibile “calmare il cuore e sgomberare la mente” e aumentare l’autostima. Diventare più attivi, più determinati, evitando così comportamenti insicuri e conformisti. Coloro che praticano regolarmente il Qi gong conquistano vitalità, ottimismo e fiducia in se stessi.

Il comportamento. Il Qi gong è anche um ^arte marziale^ che fortifica il carattere e la volontà. Insegna a mantenere calma e sangue freddo di fronte al pericolo o alle aggressioni.

CONSIGLI PER LA PRATICA

SONNO. Il nostro ritmo sonno-sveglia, purchè non sia irragionevole, non va cambiato. Comunque è bene andare a letto e risvegliarsi presto.

LAVORO E RIPOSO. Non bisogna sovraccaricarsi di impegni, ma neanche essere pigri. Chi fa Qi Gong dovrà avere fiducia, pazienza e trovare un pò di tempo prezioso per praticare.

STATO EMOTIVO. Meglio praticare quando si è calmi.

PER LA BELLEZZA

Ogni persona vorrebbe essere bella e vitale, avere un corpo snello e seducente, essere ottimista e pieno di autostima. Allora si vivrebbe una vita ricca di incontri e di avventure, di gioia e di felicità. Non sempre è possibile realizzare questo desiderio, ma il Qi Gong della Natura può aiutare. Con la pratica costante e regolare si acquistano consapevolezza del corpo e delle proprie emozioni, sensibilità e creatività. E’ possibile iniziare un percorso straordinario di autoguarigione scoprendo le zone in tensione che noi trascuriamo e che reclamano un pò di cura e di relax. Quando il Qi, l’energia, scorre fluida, la nostra figura è libera e asciutta, e il Qi Gong la “riscalda ” e abbellisce. Se ci sono blocchi o rallentamenti del flusso vitale il corpo si ingrossa e si abbruttisce, ci si sente tesi e depressi.

Postato dallo Staff di Linea e Salute

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LA DANZATERAPIA

Si fa in gruppo, seguendo le indicazioni di un insegnante. Serve a scoprire e percepire gli aspetti di sé più nascosti per imparare ad accettarsi e vivere meglio. Si basa su movimenti consapevoli, movimenti istintivi, respirazione profonda ed esercizi.

La Danzaterapia puo’ essere adatta a tutti, sia a chi vuole riprendere contatto con il proprio corpo sia a chi, avendo gia’ buone capacità di movimento, desidera dare voce alle proprie emozioni. Non ci sono limiti di età nè di forma fisica. Se la danza classica e moderna impongono di imparare passi precisi e sequenze ordinate e richiedono una certa abilità nonchè agilità, la danzaterapia non pone regole fisse, chiede soltanto di guardarsi dentro e sentire il proprio corpo assecondando ogni desiderio di espressione. In questo modo è possibile acquistare una consapevolezza di sè e dei propri sentimenti, rendersi conto dei propri limiti, imparare a conviverci ed eventualmente superarli.

Ecco perchè oltre ad essere indicata nella cura dei disturbi psicologici, come l’ansia l’insicurezza, lo stress, puo essere d’aiuto anche per chi convive con problemi fisici. Attraverso il movimento di gruppo ed il contatto reciproco, si crea inoltre un senso di unione ed integrazione tra i partecipanti, che permette di sentire dentro di sè il ritmo e la poesia della danza, traendone un grande beneficio!.

I Benefici per il corpo: La Danzaterapia è un toccasana per gli apparati cardiocircolatorio e respiratorio, rende piu’ armoniosa la gestualità e la postura. Questa disciplina permette di assumere le posizioni del corpo che meglio consentono di sciogliere le tensioni accumulate a livello muscolare. E’ indicata nella cura dei disturbi muscolari ed articolari: dalla scoliosi alla cervicale. Inoltre il ballo libero contribuisce a risolvere vari disturbi psicosomatici (dall’ulcera alla cefalea) aiutando a dar voce alle prorpie emozioni, recuperando un buon rapporto con se stessi e con gli altri.

COSA SUCCEDE NELL’ORGANISMO

Una danza che segue i battiti del cuore più del ritmo di una musica e ascolta le emozioni più delle note.E’ LA DANZATERAPIA: una disciplina che miscela elementi del ballo contemporaneo con la filosofia orientale, in una combinazione tra meditazione e movimento. Il corpo diventa un contenitore, la danza un fluido che vi si raccoglie, per poi sgorgare all’esterno attraverso il ballo. Un ballo che diventa una cascata di emozioni e stati d’animo, in cui ognuno si muove ascoltando se stesso sentendosi parte di un gruppo, senza temere giudizi e senza seguire una rigida tecnica che possa essere difficile ed innaturale.

Con la danza e con l’ascolto della musica, vengono attivati diversi meccanismi fisiologici dell’organismo. Le note entrano nell’orecchio (da cui partono messaggi che arrivano alla corteccia cerebrale, dove avviene la la percezione cosciente dei suoni) e arrivano al cervelletto (dove hanno origine quei movimenti quasi automatici che fanno “vibrare” all’ascolto di una canzone). Si ascolta, dunque, anche con il corpo; i suoni bassi in particolare fanno vibrare le cavità toraciche e addominale. Perfino la pelle, attraverso le cellule sensoriali disposte sulla superficie del corpo, viene coinvolta dal ritmo e dai suoni. Durante la danza si passa continuamente da movimenti consapevoli, che permettono di individuare le tensioni del corpo e di pensare alle emozioni, a mosse quasi automatiche, comandate dal cervelletto. Allo stesso modo c’è integrazione tra la parte destra del cervello (dove hanno sede i centri del linguaggio, le capacità di analisi e di razionalizzazione ) e la parte sinistra  (quella del sentimento). L’integrazione tra queste due parti e la capacità di usarle entrambe è alla base dell’intelligenza emotiva, che permette di cogliere il mondo nella sua interezza e di sviluppare un corretto rapporto con sè e l’ambiente.

La Respirazione: Attraverso il respiro ci si ascolta. La respirazione nella danzaterapia fa parte del ballo perche’ rende il movimento continuo.Durante la lezione occorre concentrarsi sul respiro. Nella danzaterapia non vengono insegnate tecniche respiratorie: regole troppo rigide potrebbero inibire i partecipanti!.: Sono l’atmosfera, la dolcezza dell’insegnante , gli altri e la musica,a favorire il ritorno ad una respirazione profonda: l’aria scende nel torace, muove il diaframma e sblocca la pancia che si gonfia e si sgonfia in un movimento armonico.

GLI E S E R C I Z I CON I 5 ELEMENTI.

Terra, Aria, Fuoco Acqua e Spazio sono gli elementi su cui alcuni insegnanti lavorano.

La Terra: Per sentire la relazione con la terra si si mette in piedi ginocchia piegate, immaginando di avere un filo a piombo che passa lungo la colonna e che attira verso il terreno. Si pu’ camminare e lasciare oscillare il bacino. La gravità lo riporterà verso il centro. Sono attive le gambe  e i piedi sono bene appoggiati al suolo.

L’Acqua: Sdraiati a terra, si può sentire l’acqua nel ventre, immaginando di versarla nelle varie parti del corpo, riempiendo le gambe, le braccia, ecc. L’esercizio può anche continuare a due: una persona è sdraiata, mentre l’altra la muoive , la tocca, la sfiora lievemente.

Il Fuoco: Per ritrovare il fuoco dentro di se occorre concentrarsi sulla zona del torace dove il cuore, con il suo battito dà calore. Si possono muovere le mani e le dita, vicine al petto, formando fiori che sbocciano o accarezzando uccelli immaginari. E’ un esercizio che trasmette tenerezza verso le cose che ci circondano e verso se stessi.

L’Aria: L’aria è energia liberata, si percepisce con il respiro. Per ritrovare l’elemento aria si prende un nastro di stoffa colorata: seduti, lo si osserva e lo si fa danzare muovendolo. Poi si potrà ballare al posto della stoffa.

Lo Spazio:  Nello spazio confluiscono i 4 elementi: Ci si muoverà liberamente a seconda del tema che l’insegnante propone, in modo che emozioni e desideri, prendano forma.

Esercizi di gruppo: L’Albero: tutti a terra con alcune parti del corpo a contatto e interpretano le radici che crescono. Dalle radice si diviene tronco, poi ci si trasforma in rami che si dirrigono verso il Sole, successivamente in fiori, frutti, in uccelli, che volano nello spazio e, alla fine scendono in fondo al mare come conchiglie. Di nuovo in gruppo si , si diventa alghe fluttuanti : l’Esercizio restituisce la sensazione di far parte di un insieme pur mantenendo la propria individualità.

Un onda di movimenti. Nella Danzaterapia il presupposto essenziale è l’ascolto del corpo. Piano piano si impara a sentire dentro se stessi il respiro, il cuore che batte, il contatto con il suolo. Arrivano le emozioni: queste, a un certo punto si possono esprimere attraverso un movimento libero. Durante la lezione è importante che il movimento sia continuo; ogni mossa ha in se le radici della successiva, in un ballo che dovrebbe essere in armonia con il respiro. L’onda di movimento, come la definiscono certi “danzaterapeutici”, è essenziale per chi ha problemi psicologici o di tensione fisica e tende quindi a spezzare i propri gesti.IL fatto di muoversi in modo continuativo è utile anche agli anziani, che riescono cosi’ a vivere la loro lentezza non come un limite, ma come un modo delicato di rapportarsi alle cose, agli altri, al loro corpo.

Il contatto con gli altri: Una stretta di mano , un timido bacio,: spesso i contatti con gli altri nella vita quotidiana si limitano a questo. Durante le lezioni di danza è dunque normale, all’inizio, muoversi in modo “da evitare” chi sta accanto, Poco alla volta, pero’ ci si avvicina all’altro, acquistando la consapevolezza delle emozioni, lasciandosi andare. Concentrarsi sull’ascolto di se stessi, non significa infatti isolarsi dagli altri. Sentirsi “dentro” il proprio corpo  è una condizione essenziale perchè, in un secondo tempo, si ritrovino anche agli altri, in un movimento corale un cui ognuno ha una sua funzione.,

Lo STAFF DI LINEAINSALUTE

IL CORPO SPECCHIO DELL’ANIMA: I CHAKRA

LE EMOZIONI INESPRESSE INFLUISCONO SULL’EQUILIBRIO ENERGETICO CREANDO TENSIONI E DISARMONIA.

Dall’America ecco un metodo per “imparare” a “leggere” i segnali che il corpo ci manifesta.

Secondo un noto psicologo americano, che è fra l’altro l’ideatore del Sistema Corpo Specchio, i sintomi che il corpo manifesta sono lo specchio della coscienza che l’individuo non ha voluto ascoltare.

 

Il Sistema Corpo Specchio, parte dal presupposto che ogni persona è un sistema energetico e dinamico e che il sintomo è il manifestarsi di un blocco dell’energia che si verifica quando nella coscienza c’e’ un sentimento non accettato, una tensione nascosta. Questo metodo insegna a ristabilire il flusso energetico nell’organismo ed a “leggere” i sintomi che il corpo manifesta in modo da ricollegarli ad una parte precisa della coscienza. In tal modo ogni persona può capire cosa nasconde a se stessa, accettare la trasformazione e con il tempo può vedere sparire fastidi e  tensioni, ritrovare la voglia di vivere ed essere felici.

OLTRE LA REALTA’ DELLA SCIENZA OCCIDENTALE

La scienza su cui si basa la cultura occidentale, segue il principio che la causa di tensioni e disturbi, sia determinata da circostanze che accadono nella realta’ esterna alle persone e di cui queste sono “vittime”.

Gli individui sono abituati a considerarsi come un insieme di strutture biologiche: organi, muscoli, nervi, e altro, ma se si osserva da vicino, come è fatta la materia, è possibile anche considerare ogni essere vivente come energia. Ogni unità biologica, infatti è composta da cellole, ogni cellola da molecole, che sono a loro volta costituite da atomi. La scienza moderna ha potuto vedere al loro interno e si è scoperto che gli atomi sono composti da particelle ancora piu’ piccole (elettroni, neutroni e protoni), a loro volta formate da parti ancora piu’ piccole (quark, neutrini, gluoni) che sono costituiti dai cosiddetti “buchi bianchi” o ” buchi neri”, cioè da una carica positiva ed una negativa con lo spazio in mezzo:  di fatto, energia in movimento.

Quindi, il corpo e la coscienza sono fatti di energia in movimento, più o meno “densa” che viene regolata dai “”CHAKRA””.

I CHAKRA

Chakra è una parola di origine sanscrita (lingua antica appartenente alle lingue indoeuropee) che significa “vortice” o “ruota”. In ogni essere vivente esistono 7 chakra principali, centri di energia che regolano tutto il sistema energetico.
I sette Chakra principaliSecondo la tecnica del Corpo Specchio, ogni chakra corrisponde ad un colore, ha una posizione precisa nel corpo ed è associato a un elemento, a un senso ed a specifici sistemi organici, cioè dialoga con il corpo fisico attraverso una ghiandola endocrina e un plesso nervoso. Ogni Chakra, che si può raffigurare come una palla di energia, è una specie di pompa che regola il flusso energetico: quando un individuo non ha tensioni interiori e vive in armonia, l’energia scorre liberamente e i chakra regolano il suo fluire, cioè si aprono o si chiudono a seconda della necessita. Se invece fa una scelta “sbagliata” per la coscienza, un chakra può chiudersi e bloccare il flusso determinando una tensione nel sistema. Se il blocco permane a lungo, perche’ la situazione che lo ha creato non si risolve, la tensione aumenta e puo’ determinarsi in un disturbo fisico. Il problema che si manifesta corrisponde agli organi e alle funzioni del chakra bloccato.

Con il sistema Corpo Specchio si può riconoscere lo squilibrio di un determinato chakra e quindi capire quali tensioni siano presenti nella coscienza ed il motivo del manifestarsi del sintomo. Poi con le tecniche più semplici, come vedremo più avanti, è possibile sbloccare il chakra e riequilibrare l’intero sistema energetico.

LA MAPPA DEI SETTE CENTRI DI ENERGIA

CHAKRA ROSSO

E’ chiamato anche chakra della radice. Si trova a livello del perineo (tra ano ed organi sessuali) ed è collegato al sistema linfatico e a quello delle ghiandole surrenali, allo scheletro, alle ossa ai denti alla vescia al sistema di evacuazione ed alle estremità inferiori (caviglie,piedi,gambe). Il senso fisico associato a questo chakra e l’odorato, l’elemento connesso è la terra. Il Chakra rosso è strettamente legato ai sentimenti di sicurezza, fiducia,sopravvivenza, alle relazioni con la madre. Quando il chakra rosso è in equilibrio, la persona si sente sicura, presente nel suo corpo e si muove bene nel mondo materiale e fisico. Una tensione nel chakra rosso corrisponde ad insicurezza e, quando è eccessiva alla paura nell’ambito dei sentimenti che coinvolge. Se la tensione continua per un certo periodo, o ha una particolare intensità, si determina un sintomo che colpisce una parte del corpo o una sua funzione associata o controlla ta dal chakra rosso.

Chakra ARANCIONE

Si trova al centro dell’addome ed è associato al sistema riproduttivo, agli organi sessuali, alle funzioni che si trovano nella zona addominale e in quella lombare(la parte bassa della schiena). Le ghiandole endocrine collegate sono le gonadi (i testicoli e le ovaie). L’elemento associato è l’acqua. Il senso fisico è il gusto. Questo chakra  è legato ai sentimenti e al principio del piacere, inteso come sensazione pacevole nella sfera del cibo e del sesso. E’ quindi collegato al nutrimento, all’appetito e alla procreazione. Una tensione a questo livello determina attaccamento o avversione al cibo, alla sessualità, all’idea e al fatto di procreare. Una tensione prolungata puo’ determinare disturbi fisici ai sistemi e organi collegati al chakra arancione.

Chakra GIALLO

E’ anche conosciuto come plesso solare, (Il plesso solare si trova sotto il diaframma e coincide con la bocca dello stomaco, serve per controllare i riflessi della respirazione e le funzioni addominali) è associato al sistema muscolare, alla pelle e al sistema digestivo(intestino crasso, stomaco,fegato,pancreas). L’elemento è il fuoco, il senso fisico collegato la vista. Questo è il chakra della libertà, della felicità e della percezione di poter essere se stessi, della personalità e dell’attività mentale. La tensione in questo chakkra genera problemi agli organi corrispondenti al plesso solare e anche alla vista (miopia, astigmatismo, presbiopia, daltonismo). Inoltre a volte la personalità può desiderare cose diverse da ciò che chiede la coscienza e si crea cosi’ una tensione. Es.: una persona può fare qualcosa di apprezzato nella società, mai l suo spirito farebbe tutt’altro.!

Chakra VERDE

E’ il chakra del cuore ed è posizionato al centro del petto. E’ associato al sistema circolatorio, respiratorio e cardiaco, al timo (una ghiandola che si trova sotto lo sterno) e quindi al sistema immunitario. Il senso fisico collegato è il tatto e l’elemento è l’aria. Il chakra del cuore è legato alle relazioni con gli altri, al rapporto con le persone che ci sono care, alla percezione dell’amore, alla sua importanza, all’accettazione di sè e degli altri. Quindi è palese chi ha problemi all’apparato respiratorio può aver preso decisioni sbagliate in amore.!

Chakra AZZURRO

Si trova alla base della gola ed è collegato, a livello fisico, alla gola stessa, al collo, alle braccia, alle mani, alla ghiandola tiroide e quindi al metabolismo. L’elemento associato è l’etere,lo spazio profondo dell’universo fisico; il senso è l’udito. Il chakra azzurro è legato all’espressione di sè e alla propria capacità di ricevere, alla manifestazione dei propri obiettivi e all’ascolto del proprio intuito. E’ anche il primo stato di coscienza in cui, se si segue l’intuizione, l’universo appare come entità benevola e tutto sembra rispondere a un ordinamento fatto apposta per rendere felici.

Chakra INDACO

chakra indacoE’ conosciuto come terzo occhio e si trova al centro della fronte. E’ collegato alla fronte, alle tempie, e all’ipofisi(lipofisi è una ghiandola endocrina che si trova nel cervello, alla base del cranio). Il senso associato è l’insieme di tutti i sensi interiori che forma la percezione extrasensoriale: l’elemento associato è il SUONO INTERIORE, una vibrazione non fisica. IL chakra indaco è collegato al livello più profondo dell’essere, lo Spirito (inconscio o subconscio), il luogo dove si trovano le nostre vere motivazioni e convinzioni filosofiche, spirituali e religiose. Non importa ciò a cui si crede, ma essere in armonia con tali convinzioni.!

Chakra VIOLA

E’ il chakra della corona e si trova sulla sommità del capo. E’ collegato all’intero sistema nervoso, al cervello e alla ghiandola pineale, le cui funzioni sono in parte sconosciute alla scienza. Il senso associato l’empatia, che si definisce come il vivere l’eperienza di un altra persona come fosse la propria. L’elemento e la Luce Interiore, una vibrazione spirituale. Il chakra viola è associato all’unità con l’energia, la coscienza universale, la consapevolezza di esserne parte. Inoltre è anche la relazione con il proprio padre che stabilisce il modello della relazione con l’autorità.

LA PRATICA

Chi decide di seguire il Sistema Corpo Specchio per guarire da uno stato di tensione emozionale o da un disturbofisico, può seguire due strade: o recarsi da un “operatore” di tale pratica oppure imparare a riequilibrarsi da solo.

Nel primo caso  ci si reca dall’operatore e dopo averli esposto il problema dal quale si vorrebbe “guarire”, questi cerchera’ di riequilibrare il flusso energetico cercando di stimolare tutti i CHAKRA. Le tecniche di riequilibrio sono molto semplici ed il trattamento si effettua toccando leggermente i centri energetici: ogni persona è fatta di energia e quindi può ricevere e trasmettere energia per “risintonizzare” tutti i chakra attraverso le mani che vengono usate come “sensori”. Durante il trattamento il paziente è seduto e rilassato, il guaritore concentrato a sentire la propria energia nelle mani.

Chi preferisce può imparare questa tecnica per metterla in pratica quando vuole. E’ possibile leggendo il libro del noto psicologo americano Martin Brofman “Guarire:agire sulla coscienza per la salute del corpo”. Oppure chi vuole può seguire dei corsi, sempre autorizzati dallo stesso Brofman, durante i quali si conosce il metodo e si impara a guarire se stessi e gli altri.

 

 

Lo Staff di LINEAINSALUTE

 

 

 

LA GINNASTICA PER I SEDENTARI

Ecco alcuni utili consigli per chi svolge un attivita’ lavorativa davanti ad un computer, o ad una scrivania, oppure svolge tutta quella serie di lavori dell’intelletto: in una parola sola i Lavori Sedentari.

È molto importante per questa categoria di persone tenere in allenamento i muscoli del collo che tendono ad irrigidirsi a causa della posizione che assumono a fare questo tipo di lavoro: durante una giornata “tipo” cercate di  sciogliere questi muscoli girando con scatti dolci ma decisi il collo 4/5 volte verso destra e 4/5 verso sinistra, alternandole; fermarsi quindi qualche attimo prima di riprendere il lavoro.Questo esercizio si puo’ ripetere un paio di volte al giorno, non di piu’ e risulta molto utile anche a chi sta molte ore al volante di un auto o di un camion.

In piedi :effettuare il seguente esercizio 2/3 volte al giorno: portare il ginocchio all’altezza del petto, prima con la gamba destra e poi con la gamba sinistra sempre alternando i due arti per circa 5/6 volte di seguito: oltre a tenere elastiche le articolazioni delle gambe e dei ginocchi, è un buon movimento anche tonificare  i muscoli addominali.

A fine giornata lavorativa, al rientro a casa prendete l’abitudine, prima di rilassarVi, di stimolare la vostra colonna vertebrale (che e’ fra le articolazioni piu’ importanti del vostro scheletro), effettuando,  in piedi e stando dritti, senza piegare il busto, una serie di 7/8 flessioni  verso destra e 7/8 verso sinistra; cio’ consentira’ alla colonna di sollecitare alcuni anelli che si fossero “addormentati”e nello stesso tempo la mantiene forte ed elastica. Questo movimento puo’ essere seguito anche da una serie di roteazioni della nostra testa, girando prima verso destra e poi in egual misura verso sinistra in modo da rilassare i muscoli del vostro collo. Per le braccia-spalle-mani ecco alcuni importanti movimenti utili a distendere i muscoli e le articolazioni: sempre in piedi distendere lateralmente le braccia per 7/8 volte aprendo le mani e stendere bene le dita,  richiuderle quando ripieghiamo le braccia: ripetere 2/3 volte; successivamente fare lo stesso esercizio, ma, portando le braccia in avanti.

A braccia distese lungo i fianchi r o t e a r e  le spalle, prima in avanti e poi indietro per 8 volte in ciascuna direzione: ripetere per 2/3 volte. Questi esercizi tengono in allenamento le articolazioni delle braccia delle mani delle dita e delle spalle.

Sollevate il braccio destro verso l’alto e contemporaneamente alzate la gamba destra, una volta che siete ritornati in posizione normale ripetere lo stesso esercizio con il braccio e la gamba sinistra continuando quest’avvicendamento per 6/7 volte; fate una pausa rilassando i muscoli delle braccia e delle gambe dopodiche’ fate altre due serie sempre di 6/7 volte ciascuna: quest’esercizio rafforzera’ le spalle, le articolazioni delle braccia e sollecitera’  dolcemente i muscoli addominali.

Movimenti per gli occhi: chi svolge un lavoro davanti ad un computer deve effettuare i seguenti esercizi in modo da  sollecitare il piu’ possibile i bulbi oculari: ogni 20 minuti togliere lo sguardo dal computer e fissare un punto lontano nella stanza per qualche minuto; prima di riprendere il lavo-ro aprire e chiudere gli occhi (sgranandoli se possibile) 3 / 4 volte. In questa maniera si aiuta anche le palpebre a stare ben tonificate. Inoltre è importante poter “staccare” ogni tanto, nell’arco della mattinata e del pomeriggio, alzandosi dal posto di lavoro davanti al computer e fare qualche passo nell’ufficio,(magari prendendo un buon caffe’ con colleghi o quant’altro!): oltre ad aiutare sempre gli occhi gli serve anche come  “diversivo” per tutto il corpo.

QUESTI SONO ALCUNI PICCOLI ACCORGIMENTI CHE , SE MESSI IN PRATICA, POSSONO AIUTARE A VIVERE BENE OGNI GIORNATA DI LAVORO.